Presentazione

“Il buon uso della memoria è quello che serve una giusta causa, non quello che si limita a riprodurre il passato.”

(Tzvetan Todorov, “Memoria del male, tentazione del bene”,  Ed. Garzanti)

Padova cambia velocemente e questa guida cerca di seguirne fedelmente i cambiamenti. La prima edizione è del 2013 e a questa è seguita una seconda edizione nel 2015 che presentava l’importante innovazione del testo in due lingue: italiano ed inglese. Negli anni seguenti è poi stata prodotta in collaborazione col Comune di Padova un’app, denominata Appace, per permettere la fruizione dei contenuti della guida tramite smartphone e questa a sua volta è stata ripetutamente aggiornata proprio per rispecchiare la dinamicità della nostra città. Purtroppo però quest’app aveva il limite di essere disponibile solo per smartphone con sistema operativo Android e l’introduzione di una nuova versione di Android richiedeva la riscrittura informatica dell’app. Nel frattempo erano subentrati importanti cambiamenti nel panorama dei luoghi di pace cittadini: il trasferimento di sede di alcuni soggetti, la scomparsa di alcuni luoghi di pace presenti nelle precedenti edizioni e la creazione di nuovi ci hanno convinto della necessità di produrre una nuova guida che – tra uscite e new entry – contiene adesso ben 31 schede. Ecco quindi la nuova edizione 2024.

Ci piace ricordare come questa guida proponga un modo diverso di conoscere la città, un angolo di visuale inconsueto: quello della cultura della pace e della nonviolenza.

Poiché visitare tutti e 31 i luoghi segnalati è impossibile in un solo giorno, abbiamo elaborato dei percorsi a tema proposti soprattutto alle scuole: è infatti possibile legare tra loro luoghi e personaggi con criteri logici diversi: ad esempio i luoghi del medioevo e dell’età moderna, oppure i luoghi della storia del Novecento, oppure individuare un tema portante come i diritti umani o ancora le relazioni tra l’arte ed i luoghi di pace.

In questi ormai 13 anni dalla prima edizione l’utilizzo, di volta in volta, di questa guida o con le scuole, o con i ciclisti o con varie categorie di persone interessate, ci ha permesso di constatare che questo libretto funziona: chi ha seguito questi percorsi ogni volta ci conferma la sorpresa di vedere luoghi o conoscere personaggi che uno sguardo distratto non aveva mai colto. Chi fosse interessato a fruire di una visita accompagnata può sempre scrivere al MIR di Padova: mirsezpd@libero.it

Statua di Francesco Petrarca

Progetti internazionali

L’idea ci è stata suggerita dai contatti internazionali maturati attraverso il programma europeo Grundtvig “Discover Peace in Europe”, finanziato dall’Unione Europea, che ha visto la creazione di percorsi di pace in altre 7 città europee: Torino, Parigi, Vienna, Berlino, Budapest, L’Aia, Manchester e ha prodotto anche un sito web1.

La prima città a dotarsi di un itinerario di pace è stata Bradford (GB). Il percorso è stato editato in un opuscolo di circa 40 pagine.

Anche a Vienna (A) è stato prodotto un libretto tascabile di ben 212 pagine che presenta la città da questo punto di vista2.

Ma numerose altre sono le città che nel mondo hanno predisposto questo tipo di itinerari per valorizzare, a partire dal contesto locale, la cultura della pace e della nonviolenza. Fra queste ricordiamo Londra, Coventry e Leeds sempre in Gran Bretagna, ma anche Atlanta negli USA3, che oltre al sito ha prodotto un opuscolo di 64 pagine, e Ginevra in Svizzera4.

Targa sulla Passerella Rosa Parks

In Italia

Padova è la prima città che ha prodotto una guida con questo taglio.

È poi stata pubblicata una guida analoga per la città di Torino in due versioni, in lingua italiana e inglese, realizzata nell’ambito del già ricordato progetto Grundtvig. Negli anni sono stati poi creati nuovi percorsi di pace in varie zone d’Italia.

I criteri di scelta

I luoghi, i personaggi, le storie sono presentati attraverso una scheda sintetica. I criteri di scelta sono stati quelli di presentare luoghi e persone che hanno agito in positivo per la pace e la nonviolenza, limitando quindi i riferimenti ai luoghi di guerra di cui Padova purtroppo è molto ricca, pur non dimenticandoli. Abbiamo ricercato le tracce, che sono sparse nel Comune di Padova ed a volte di difficile individuazione, di chi nel corso dei secoli ha cercato di agire in favore della pace, della riconciliazione e della giustizia evitando, rifiutando o limitando al massimo l’uso della violenza, pur magari non facendo riferimento esplicitamente all’idea della nonviolenza, ma ad altri valori positivi, umani, religiosi o politici. In effetti la cultura della pace è antica, ma la cultura della nonviolenza è giovane, per cui non è corretto attribuire etichette di nonviolenza ad avvenimenti, situazioni o personaggi del lontano passato, quando la riflessione su questo metodo di azione in un senso preciso, morale, culturale e politico, risale solo al secolo scorso. Abbiamo operato delle scelte e questo ha significato a volte tralasciare episodi e personaggi che altri possono reputare significativi.

Targa dedicata all’ICAN lungo la “Passeggiata dei Nobel”

Le schede

La parte che riguarda la storia prima del Novecento non è molto ampia. Abbiamo indagato su molti personaggi celebri, che però alla fine non sono risultati congruenti con i criteri richiesti. Tra gli esclusi più illustri vi è Bernardino da Feltre, fondatore del Monte di Pietà, che potremmo considerare un lontano precursore della finanza etica, ma che abbiamo dovuto escludere per il suo fanatico antisemitismo; così anche Galileo Galilei, il grande scienziato che ha lavorato, oltre che per la ricerca pura, anche per creare strumenti di guerra; purtroppo non abbiamo trovato molti altri esempi di precursori di una cultura di pace in ottocento anni di storia dell’Università di Padova.

La parte sulla storia del Novecento è ampia, ma potrebbe esserlo di più. Padova è stata centro di grande importanza militare e vittima di molta violenza bellica, a partire dai bombardamenti, ma è stata anche luogo di resistenza e di azioni di pace, di accoglienza per perseguitati, come ad esempio gli Armeni. In questa sezione vi sono schede sui luoghi monumentali dedicati alla memoria delle vittime e dei “giusti”, di cui Padova è particolarmente ricca, e vi sono schede su singole personalità. Se ne potrebbero aggiungere sicuramente altre, soprattutto del periodo della Resistenza.

Infine la parte contemporanea esemplifica alcuni momenti della attuale cultura di pace in Padova. Non è e non potrebbe essere un elenco completo di tutti i movimenti presenti in città e delle loro attività, che possono essere rintracciati facilmente attraverso i relativi siti o dépliant e che mutano con grande rapidità, ma soltanto un’indicazione di luoghi, figure e tematiche significativi, da cui ognuno potrà prendere spunto per ulteriori ricerche.

Alla fine della guida una bibliografia indica possibili direzioni di approfondimento. Un buon obiettivo potrebbe essere quello di realizzare una guida simile per la provincia di Padova.

Buona lettura.

Movimento Internazionale della Riconciliazione, sede di Padova


Note:

  1. http://www.discoverpeace.eu
  2. E. Hewson, G. Hamann, S. Jalka, Frieden entdecken in Wien, Pro Business, Vienna, 2011
  3. http://www.atlantapeacetrails.com
  4. http://www.genevaforpeace.com, Itinéraire de la paix
La “Campana della Pace” a Palazzo Moroni

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