Corso Milano 113, nei pressi di Porta Savonarola, Padova
Il Grande Piano Regolatore generale del 1957 della città di Padova previde di destinare a verde pubblico l’ampia area (60 000 m²) di proprietà militare, interna alle cinquecentesche mura veneziane presso Porta Savonarola. L’area era occupata da vecchie officine meccaniche, immobili per famiglie di militari, ampi piazzali e, nell’antico Convento di San Benedetto, da comandi e sedi di varie associazioni d’armi.
Nel 1983 una piccola parte di quest’area, 4 000 metri quadri, venne riconvertita a parco pubblico: il Parco Cavalleggeri, più conosciuto in città come Parco Prandina, dal nome della caserma. Questo avvenne grazie all’impegno di molte associazioni operanti nell’ambito della pace e dell’ecologia, nonché dei residenti del Quartiere Centro, che animarono il giardino con feste, percorsi didattici, murales di scuole d’arte. La pressione fatta sul Comune affinché acquisisse l’area sfociò anche nella ristrutturazione di un edificio, attualmente utilizzato per convegni ed intrattenimenti vari.
Nel 1991, con il contributo degli obiettori alle spese militari, venne realizzato il “Segno di Pace”: una pianta di ulivo attorniata da quattro altorilievi bronzei, opera gratuita di quattro artisti padovani (Iral, Liverani, Petrucci e Rodella), che interpretarono, con stile personale, la decisa opposizione alla guerra e gli sforzi per la pace di quegli anni. Il Parco Prandina è il primo significativo esempio a Padova, città ricca di caserme e antichi palazzi ancora occupati dai militari, di riconversione ad uso civile di un’area militare.
Il Comune di Padova, dopo un lungo e complesso confronto con la cittadinanza, sta valorizzando a parco e a usi pubblici l’ex area militare retrostante.
Informazioni: padovanet.
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L’opera “Segno di Pace” al Parco Prandina