Epigrafe al ponte delle Torricelle (2)

Via Roma 126, Padova

Questa epigrafe si trovava originariamente sulla Porta delle Torricelle quando fu eretta nel 1210. Quando la Porta fu abbattuta, nel 1819, la lapide fu inserita in una casa, per poi trovare l’attuale collocazione in via Roma.

L’epigrafe è incisa su pietra di Nanto e collocata sotto un’altra lapide che ricorda l’ingresso in città di Ezzelino da Romano nel 1237.

Il testo latino in dieci esametri fu dettato da Giovanni Valdetaro, grammatico al seguito del podestà in carica, Giacomo Landi da Piacenza, come attestazione ufficiale del Comune padovano.

La traduzione dice:

Il nobiluomo Giacomo Landi, nativo di Piacenza, meritatamente Podestà di Padova, nel 1210 adornò la città di mura e di una porta verso mezzogiorno. O figli di Antenore, se volete essere sicuri dal nemico di fuori la Pace vi leghi all’interno con un muro di amore. Invano si cerca l’ombra sotto un albero frondoso se un acuto morbo ci rode le viscere interne. Affinché la fatica e le spese del muro non siano sprecate ascoltate il consiglio del vostro vate Giovanni”



La scritta si riferisce alla costruzione di una nuova parte di mura cittadine che collegavano la Porta al Castello correndo lungo il naviglio in sostituzione delle precedenti. L’accorato invito delle autorità comunali alla concordia dei cittadini viene espresso in un periodo di grandi mutamenti sociali e politici, con frequenti divisioni interne e scontri violenti. È nota solo un’altra iscrizione di contenuto simile della stessa epoca, nella città di Brema.

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Testo dell’epigrafe

Testo dell’epigrafe
Ponte delle Torricelle

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