Sorelle Martini (15)


Casa Martini, Via G. Galilei 18 (di fronte alla casa di Galileo), Padova

Le quattro sorelle Martini (Teresa, Lidia, Renata e Carla Liliana) collaborano con Padre Placido Cortese (vedi scheda) nella “catena della salvezza” a favore di prigionieri sudafricani, neozelandesi e inglesi fuggiti dal campo di internamento di Chiesanuova (PD) dopo l’8 settembre del 1943.

Nonostante appartengano ad una numerosa famiglia, di 12 fratelli, ospitano temporaneamente nella grande casa i prigionieri, procurano loro abiti civili, smistano i documenti di identità italiani contraffatti da P. Cortese nella tipografia del “Messaggero”. Poi li accompagnano in treno sino ad Oggiono, in provincia di Como, dove vengono presi in consegna da contrabbandieri che, sotto compenso, li accompagnano oltre il confine con la Svizzera e li consegnano ad Armando Romani, ex ufficiale fuggito da Padova, che coordina i salvataggi.

Teresa e Carla Liliana, insieme ad altre donne padovane e di Saonara (PD) che nascondevano i fuggitivi nelle proprie case, vengono arrestate il 14 marzo del 1944 e portate nei campi di concentramento di Mauthausen, Linz e Grein. Lidia viene presa in un secondo momento ed incarcerata a Venezia, mentre Renata, miracolosamente scampata alla cattura nazifascista, resta coi genitori. Le quattro sorelle si ricongiungeranno in famiglia nel giugno del 1945.

I loro nomi sono incisi, nella lapide di P. Cortese, nel “Giardino dei Giusti” a Terranegra.

Il 25 settembre 2017 è scomparsa anche Carla Liliana Martini, l’ultima delle sorelle ancora in vita.

Il 28 novembre 2025 alle quattro sorelle Martini è stata dedicata la passerella ciclopedonale sul canale Brentella in corrispondenza dell’incrocio di via Pelosa con via Sette Martiri.

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Scorcio di via Galilei
La passerella dedicata alle sorelle Martini
La passerella dedicata alle sorelle Martini
La targa commemorativa
La targa commemorativa
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