Anna Eleanor Roosevelt (27)

Cortile di Palazzo Moroni

Eleanor Roosevelt (New York 1884 – New York 1962) è stata un’ attivista per i diritti civili e umani e first lady statunitense. Suo padre era fratello di Theodore Roosevelt che aveva ricoperto la carica di presidente degli Stati Uniti dal 1901 al 1909. I Roosevelt costituivano dunque una ricchissima famiglia, ben inserita nel sistema politico statunitense.

La giovane Eleanor fu mandata a studiare a Londra, dove rimase dal 1899 al 1902. La permanenza in Inghilterra le permise di viaggiare a lungo in Europa.

Tornata a New York, sposò nel 1905 il lontano cugino Franklin Delano Roosevelt. Il marito, Franklin, si impegnò in una brillante carriera politica, ottenendo numerosi incarichi, per divenire infine presidente degli Stati Uniti dal 1933 al 1945.

L’attività per la promozione dei diritti civili e umani

A partire dagli anni ’20 Eleanor si impegnò sempre più nelle cause civili e sociali. Il diritto di voto alle donne fu concesso negli Stati Uniti nel 1920, ma questo non significava parità di trattamento e parità di opportunità. Divenne dunque un membro attivo della League of Women Voters e della Women’s Trade Union League.

Dal 1933 al 1945, durante i quattro mandati presidenziali del marito, Eleanor appoggiò apertamente  il movimento per i diritti civili degli afroamericani, sostenendo l’Associazione Nazionale per il Progresso della Gente di Colore (NAACP). Supportò le raccolte fondi a favore di Martin Luther King e del boicottaggio degli autobus a Montgomery.

Ebbe pure un ruolo importante nel processo di creazione delle Nazioni Unite, in quanto componente della delegazione governativa statunitense all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Successivamente presiedette la commissione dell’ONU che elaborò la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, che lei definì “la Magna Carta di tutta l’umanità”.

Il Presidente Harry Truman, subentrato alla presidenza degli Stati  Uniti a Franklin D. Roosevelt nel 1945, la celebrò con l’appellativo di First Lady del Mondo, in onore dei suoi sforzi per la difesa dei diritti umani.

Morì nel 1962 a 78 anni, ma fino alla fine continuò a impegnarsi per i diritti umani tenendo conferenze e ricoprendo incarichi in commissioni di studio e governative.

L’impegno per la pace

Eleanor si interessò anche alle questioni legate alla pace. A causa di questa sua sensibilità nel 1923 fu coinvolta nell’organizzazione di un importante premio per la pace, il Premio Bok, che avrebbe assegnato 100.000 dollari al miglior piano d’azione per costruire la pace nel mondo. Questa esperienza la coinvolse ancora di più nel lavoro per la pace e nell’attenzione alle questioni internazionali.

Sostenne la Women’s International League for Peace and Freedom (WILPF) e scrisse vari articoli sui temi della pace, della cooperazione internazionale, del multilateralismo. Sostenne la adesione degli USA alla Società delle Nazioni e al trattato che istituiva la Corte Internazionale di Giustizia.

Ma lei si considerava una pacifista “realista” e pertanto non condivideva le posizioni di coloro che sostenevano il disarmo unilaterale.  Poco dopo il suo ingresso alla Casa Bianca, come moglie del Presidente eletto (1933), Eleanor ospitò la WILPF in un ricevimento per i venti anni di fondazione dell’organizzazione; nel 1935 scrisse un opuscolo dal titolo: “Perché le guerre devono cessare”. Continuò a sostenere organizzazioni pacifiste come l’American Friends Service Committee, il Fellowship of Reconciliation, e la War Resisters League.

Ma alla fine degli anni ’30 Eleanor si trovò in una situazione difficile, per le decisioni che il marito Franklin doveva assumere in quanto presidente degli Stati Uniti e che portarono il paese al riarmo, in vista della ormai imminente Seconda Guerra Mondiale. La first lady sebbene si adoperasse per difendere la causa degli obiettori di coscienza rispetto alla coscrizione obbligatoria, entrata in vigore nel paese, durante il conflitto si impegnò a fondo nel sostenere lo sforzo bellico statunitense. Comunque già nel 1943, assieme ad altri, gettò le basi per la costituzione della “Freedom House”, un istituto di ricerca per la promozione della pace e della democrazia nel mondo.

Il suo pacifismo è stato dunque considerato moderato ed ambivalente. Tale incongruenza incarnava tuttavia la ricerca di un delicato equilibrio tra il pragmatismo e l’idealismo (D. Fazzi). 

Sitografia:

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Lapide collocata nel cortile di Palazzo Moroni
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