Università di Padova
Via VIII Febbraio 2
Nato a Catania il 1° febbraio 1878, si laureò in Lettere a Firenze nel 1899 e poi in Giurisprudenza a Messina nel 1923.
Da tale città si trasferì nello stesso anno a Padova per insegnare Latino medievale presso la locale Università, di cui poi divenne Rettore il 7 settembre 1943. Nel 1946 fu eletto nell’Assemblea Costituente e partecipò alla stesura della Costituzione italiana. Deputato nazionale nelle file del Partito Comunista dal 1948, morì a Roma il 12 febbraio 1957.
Il ruolo di Concetto Marchesi nella lotta al nazifascismo
Nel maggio del 1943 incontrò clandestinamente, insieme con altri antifascisti, il generale Cadorna, per capire quale avrebbe potuto essere l’atteggiamento dell’esercito in caso di eventuali iniziative contro il regime. Pochi giorni dopo essersi insediato a Padova nel suo ruolo di Rettore dell’università, il 10 settembre 1943, costituì, insieme al pro-rettore Egidio Meneghetti e a Silvio Trentin, il Comitato di Liberazione Nazionale veneto.
Già durante il suo discorso d’insediamento, di fronte al ministro fascista dell’educazione Biggini, aveva allontanato con modi decisi una trentina di fascisti in divisa che davano dei vigliacchi e imboscati agli studenti presenti, ma in seguito si scontrò direttamente anche con il comandante tedesco della piazza di Padova, von Frankenberg. Costui pretendeva di far installare una stazione radio nella torre dell’istituto di Fisica Sperimentale, ma a questa richiesta Marchesi si oppose decisamente. Il comandante tedesco, già ostile a Marchesi per questa vicenda, lo ritenne responsabile dei sempre più frequenti scontri avvenuti tra gli studenti e la milizia repubblichina e chiese al Prefetto di Padova, Primo Fumei, di intervenire. Marchesi venne a sapere che rischiava l’arresto e decise di entrare in clandestinità.
Il 29 novembre scrisse la propria lettera di dimissioni al ministro Biggini e il famoso appello, post- datato al 1° dicembre, agli studenti di Padova. Tale appello, diffuso il 5 dicembre, in cui, oltre a criticare la classe politica, invitava i giovani all’insurrezione contro il fascismo, ebbe grande risonanza, prima in Italia e poi all’estero, diffuso sia in Svizzera sia attraverso Radio Londra. Marchesi nel frattempo si spostò prima a Milano e poi in altre città e quindi nel febbraio del 1944 attraversò il confine con la Svizzera. In tale paese costituì un nucleo dell’organizzazione clandestina FRA-MA (Franceschini-Marchesi) collegata al CLN veneto e al Partito d’azione e mantenne rapporti con i servizi di informazione alleati. Da aprile a novembre del 1944 fu a capo di una nuova via di rifornimenti per i partigiani che combattevano nel Nord-Italia.
Informazioni: padovanet.
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