Giardino dei Giusti

Il Giardino dei Giusti del mondo (18)


Via Egidio Forcellini

Di fronte al Tempio dell’Internato Ignoto e al Museo dell’Internamento salendo verso la sommità arginale del canale S. Gregorio si può incontrare un giardino particolare, dall’alta valenza simbolica.

È il “Giardino dei Giusti del Mondo”, introdotto, alla destra, da un muro sul quale campeggia la frase di Hannah Arendt “Si può sempre dire un sì o un no” e da alcune sculture di Elio Armano (1945-vivente). È un piccolo gruppo di menhir in cemento e acciaio che vogliono fare memoria del Novecento, secolo segnato da guerre, genocidi e dittature. Lo scopo del Giardino è quello di “far emergere il concetto di giusto come concetto universale, indipendentemente dal particolare contesto storico e geografico, e di rendere omaggio a coloro che si sono opposti ai crimini contro l’umanità perpetrati a partire dal XX secolo” (Giuliano Pisani). Esso è dunque dedicato a tutte quelle persone, spesso poco conosciute, che in situazioni estreme (genocidi e guerre civili, ecc.) hanno rischiato la propria vita per salvare quella degli altri.

Attualmente sono ricordati i “Giusti” che hanno operato in quattro genocidi (Armenia, Shoah, Ruanda e Bosnia) attraverso una stele che riporta il loro nome e un albero, simbolo di vita, piantato in loro onore. Su ogni stele è presente un QR Code che rimanda alla biografia del Giusto. Fra di loro ricordiamo, poiché legati in qualche modo alla città di Padova, i coniugi Giovanni e Regina Bettin, padre Placido Cortese, Giorgio Perlasca e padre Marco Antonio Pressino.

Il progetto, avviato su iniziativa di Giuliano Pisani, è stato ufficialmente inaugurato nel 2008 e si ricollega agli analoghi progetti avviati in diversi altri paesi. Un Comitato scientifico ha il compito di valutare quali nuovi nominativi di “Giusti” possono essere aggiunti e soprintende alle diverse iniziative di riflessione su questi temi rivolte alla società tutta, ma in particolare ai giovani. La relativa documentazione è consultabile presso gli uffici del Comune di Padova. Altre lapidi e piante vengono poste ogni anno lungo l’argine ora denominato “Cammino dei Giusti” e nel Comune di Noventa Padovana (PD) con un percorso che in futuro, lungo il Brenta, arriverà fino al mare. Il Cammino incrocia la passerella ciclopedonale dedicata a Rosa Parks, vedi scheda n. 27.

Informazioni: padovanet.it.

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