Padre Mariano Girotto (12)


Chiesa di S. Francesco, Via S. Francesco 118
Piazzetta Padre Mariano Girotto

Nato Arturo, il 22 gennaio 1897, a “La Stortola”, ora S. Cosma, frazione di Monselice (PD), da Antonio Girotto e Angela Alberti, ultimogenito di undici figli, è ordinato sacerdote con il nome di Mariano il 30 luglio 1922.

Il 1° dicembre 1935 assume ufficialmente l’incarico di Parroco presso la Chiesa di S. Francesco a Padova, che manterrà fino al 1972.

Il ruolo di Padre Mariano nella resistenza al nazifascismo

Per un tragico scherzo del destino, la chiesa di S. Francesco a Padova si trova proprio vicino a Palazzo Giusti dove si insediò, dall’ottobre 1944 fino all’aprile 1945, la cosiddetta Banda Carità, dal nome del Maggiore Mario Carità, comandante del Reparto Servizi Speciali, aggregato alle SS tedesche. Tale palazzo divenne un luogo di prigionia e di torture per i partigiani o simpatizzanti, da cui poi tali sventurati uscivano solo per affrontare la fucilazione o il viaggio verso i campi di prigionia.

Padre Mariano, antifascista da sempre, ma fino a quel momento restio a lasciarsi coinvolgere nella lotta dei partigiani, si trovò, con l’arrivo della Banda Carità nella stessa strada dove svolgeva il suo ruolo di religioso, a intraprendere una serie di iniziative che, anche se non rivolte direttamente a combattere i nazifascisti, furono di grande sostegno alla lotta dei partigiani, non solo dal punto di vista morale, ma anche logistico e materiale.

Dall’accoglienza dei capi partigiani negli ambienti della parrocchia all’apertura di contatti con i prigionieri di Palazzo Giusti, dall’assistenza, con la fornitura del vitto quotidiano, alle persone ricercate dai nazifascisti, alla visita e al conforto delle persone nascoste o evase dal carcere o ai renitenti alla leva fascista, l’attività di Padre Mariano si caratterizzò per un impegno totale fatto di carità e di compassione, ma anche di azioni rischiose e audaci.

Fra tali azioni vi fu l’installazione, in un angolo del convento, di una radio trasmittente per dare notizie e informazioni ai partigiani e l’organizzazione di un ingegnoso sistema di comunicazione con i prigionieri di Palazzo Giusti che permise di prevenire molti altri arresti. Nascose inoltre molte famiglie ebree e aiutò alcune di esse anche con proprio denaro, permettendo la loro fuga all’estero.

 

Padre Mariano e la sua attività dopo la resa dei fascisti

Dopo la fuga dei tedeschi da Padova, il 28 aprile 1945, Padre Mariano si dedicò a salvare e a nascondere alcuni fascisti non criminali, sottraendoli alle esecuzioni sommarie dei partigiani. Padre Mariano nascose per due mesi, nel suo ufficio parrocchiale, un membro della stessa Banda Carità, che non si era reso colpevole di crimini efferati, consegnandolo poi alle autorità americane.

Nascose nel convento per mesi, sottraendolo a una sicura vendetta, anche un noto fascista, il quale, per riconoscenza, regalò successivamente al padre una propria villa, a Saccolongo (PD), poi adibita a casa di riposo per i frati anziani.

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Padre Mariano Girotto

Lapide sul muro esterno di Palazzo Giusti

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