Chiesa di S. Maria Assunta, Via Chiesanuova 90
Nato Nicolò Matteo, il 7 marzo 1907, a Cherso, ora in Croazia, è ordinato sacerdote con il nome di Placido il 6 giugno 1930. Dopo tre anni trascorsi a Padova, presso la Basilica di S. Antonio, è trasferito a Milano per poi tornare definitivamente a Padova, nel 1937, quale direttore del mensile “Il Messaggero di S. Antonio”. Arrestato dalle SS l’8 ottobre 1944, trasferito nella sede della Gestapo in Piazza Oberdan a Trieste, muore nel mese di novembre successivo per le torture subite. Il suo corpo viene molto probabilmente bruciato nel forno crematorio della Risiera di San Sabba.
Il ruolo di Padre Cortese nell’aiuto ai perseguitati dal nazifascismo
Padre Cortese fu chiamato inizialmente a sostenere spiritualmente e materialmente i prigionieri sloveni e croati rinchiusi nel campo di concentramento a Chiesanuova (negli spazi dell’attuale Caserma Romagnoli), alla periferia di Padova. In seguito all’armistizio dell’8 settembre 1943, si rese necessario organizzare una struttura in grado di aiutare ebrei e altri perseguitati dal regime nazifascista a lasciare l’Italia e a raggiungere la Svizzera. Padre Cortese entrò a far parte di quest’organizzazione chiamata FRA-MA, fondata dal professor Ezio Franceschini dell’Università Cattolica di Milano e da Concetto Marchesi, rettore dell’Università di Padova (vedi scheda relativa). Padre Cortese si distinse subito per il suo impegno volto ad agevolare la fuga di ebrei, esuli cecoslovacchi, ex prigionieri alleati.
Tra i vari compiti affidati a Placido Cortese, vi era quello di procurare le fotografie necessarie per i documenti falsi che avrebbero accompagnato le persone nel loro viaggio verso la Svizzera. Padre Cortese utilizzava a questo scopo le foto degli ex- voto che i fedeli lasciavano sulla tomba di S. Antonio, cercando quelle che raffigurassero persone che potevano in qualche modo somigliare a coloro cui i documenti falsi sarebbero stati affidati.
Più volte avvertito della necessità di trasferirsi in un altro convento perché ricercato, preferì rimanere e continuare la sua opera fino al giorno del suo arresto, avvenuto con l’inganno, da parte di due infiltrati. Il processo di beatificazione iniziato nel 2002 non si è ancora concluso. Per la Chiesa Cattolica Padre Cortese è un “Servo di Dio”, qualifica assegnata a tutti coloro per i quali è in corso un processo canonico di beatificazione, e il 30 agosto 2021 è stato dichiarato “Venerabile”.
Il 7 giugno 2017 a padre Cortese è stata conferita la medaglia d’oro al valor civile consegnata poi il 16 febbraio 2018 dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ai frati della Basilica del Santo.
Nel gennaio 2021 è stata collocata una “Pietra d’inciampo” a suo ricordo nel punto in cui fu arrestato appena oltre il sagrato della Basilica del Santo sul lato ex Museo Civico.
Informazioni: placidocortese.org
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